sei in home - newsletter - numero 8 - WCAG 2.0: le nuove frontiere dell’accessibilità
di Roberto Scano, esperto internazionale di accessibilità, presidente di IWA (International Webmasters Association) Italy
Da qualche mese sono state definitivamente approvate le nuove linee guida per l’accessibilità dei contenuti per il Web, abbreviate con l’acronimo WCAG 2.0 (Web Content Accessibility Guidelines). Il documento è diventato W3C Reccomandation (ossia documento di riferimento) il giorno 11 dicembre 2008, dopo molti anni di lavoro e riadattamento alla costante evoluzione delle tecnologie presenti nel Web, in particolare del cosiddetto Web collaborativo (o Web 2.0).
Una delle principali critiche rivolte alle precedenti linee guida (WCAG 1.0, rilasciate il 5 maggio 1999) è la particolare aderenza dei requisiti alle specifiche HTML e CSS. Dalla nascita delle WCAG 1.0 però il Web non si è fermato: in quel periodo c’erano i primi accenni di utilizzo di Adobe Flash, i primi documenti PDF, i primi JavaScript… il cosiddetto Web 2.0, gli ActiveX, erano argomenti quasi sconosciuti e le tecnologie assistive, già faticavano ad interpretare il linguaggio HTML… figuriamoci oggetti di programmazione. È stato quindi necessario ripensare alle linee guida per l’accessibilità dei contenuti, soprattutto ripensando al concetto di contenuto Web. Per tale motivazione, all’interno delle WCAG 2.0 ci sono tre termini molto importanti da ricordare:
I principi alla base delle WCAG 2.0 sono quattro e sono da considerare i fondamenti dell’accessibilità. Se anche solo unodi questi principi non viene rispettato, gli utenti con disabilità non saranno assolutamente in grado di utilizzare il Web.
Ogni principio contiene delle linee guida il cui scopo è quello di aiutare a rispettare il principio stesso. Uno dei principali obiettivi delle linee guida è quello di garantire che il contenuto sia direttamente accessibile al maggior numero di persone possibili, e che sia in grado di essere rappresentato in forme diverse per soddisfare le diverse necessità sensoriali, fisiche e capacità cognitive. Nelle WCAG 2.0 sono presenti 12 linee guida.
All’interno di ogni linea guida sono presenti dei criteri di successo (success criteria) che descrivono in modo specifico che cosa sianecessario implementare per essere conformi a questa indicazione tecnica.I criteri di successo sono simili ai punti di controllo (checkpoint) presenti nelle WCAG 1.0 dai quali traggono ispirazione.
Le caratteristiche dei criteri di successo sono:
Quanto appena detto non deve spaventare: l’applicazione delle WCAG 2.0 sarà supportata da una serie di esempi e tecniche di applicazione che saranno rese pubbliche all’interno del sito del consorzio W3C. Questa nuova specifica aiuterà inoltre a garantire l’accessibilità di tutti quei contenuti “discriminati” dalle WCAG 1.0 (e dalla legge 4/2004), ovvero consentirà di usare tecnologie quali Javascript, Flash, Java, ecc. chiaramente garantendo una piena accessibilità degli oggetti sviluppati con le stesse. Consideriamo inoltre che le WCAG 2.0 sono il nuovo riferimento a cui punta l’Unione Europea, e che dovrà essere un punto di riferimento per l’aggiornamento della legge 4/2004 (Legge Stanca). Un aiuto alla comprensione del documento verrà dato anche dall’imminente traduzione certificata in lingua italiana delle WCAG 2.0 (http://wcag2.iwa.it), coordinata da IWA (www.iwa.it) e alla quale partecipa anche Porte Aperte sul Web.
di Claudia Cantaluppi, ITIS Cardano di Como
Porte aperte sul web partecipa, come unica espressione del mondo scolastico, alla traduzione ufficiale in italiano delle WCAG 2.0. Un sentito grazie a Claudia Cantaluppi (ITIS Carcano di Como), Gianni Losacco (ITIS Torriani di Cremona) e Federica Scarrione (Liceo Galilei di Voghera) per la loro qualificata, entusiastica ed apprezzata collaborazione.
E' da qualche settimana che la comunità di Porte Aperte sul Web, dopo essere stata attenta ma "passiva" fruitrice delle linee guida sull'accessibilità emanate dal W3C 10 anni fa, è diventata vera e propria protagonista di quella che presto sarà la versione ufficiale in italiano delle WCAG 2.0.
Questa è per noi l'occasione di impiegare sia le nostre specifiche competenze professionali sia la nostra sensibilità in merito al tema accessibilità per metterci, ancora una volta, a servizio della comunità. Siamo persone di scuola che lavorano per altre persone di scuola, con la curiosità e l'entusiasmo di poter aggiungere altri tasselli non solo alle nostre conoscenze e competenze ma anche a quelle di tanti altri.
Ci vuole del tempo, come quello che giornalmente noi insegnanti mettiamo gratuitamente a disposizione di compiti non "da contratto". Ma il ritorno personale è grande.
Per me, che sono un'insegnante di Inglese e che amo non solo la materia che insegno ma anche approfondire il funzionamento delle lingue e capire come rendere nel modo migliore concetti da una all'altra, è l'occasione di esercitare competenze un po' più alte di quelle che sento di avere quando mi cimento con xhtml e css. Poter "mettere il becco" in una frase ipotetica non ben resa o in una subordinata non chiara invece di brontolare soltanto per le cattive traduzioni che talvolta circolano mi dà allegria. Ma c'è anche l'aspetto di ciò che sto imparando che mi appassiona, sia in campo linguistico che in campo tecnico. Lavorare attraverso un wiki, dove ognuno può correggere le proposte degli altri ma anche riflettere sulle correzioni fatte alle proprie, spinge ciascuno a dare il meglio di sé ma anche a non sentirsi mai "il migliore" o l'unico che può fare una cosa. E' come se ognuno di noi fosse un piccolo modulo che può funzionare solo se anche gli altri ci sono e funzionano. E col vantaggio che questo è anche fonte di gioia!
Grazie Roberto e grazie Porte Aperte per questa opportunità.
