Ultima modifica: 3 Marzo 2010
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2 – Intervista a De Vanna

De Vanna a Porte aperte sul web: “che l’esperienza prosegua con il coinvolgimento dell’intera comunità scolastica”

di Antonio De Vanna- Responsabile Ufficio Accessibilità dei sistemi informatici – Cnipa

Riportiamo le conclusioni della relazione di Antonio De Vanna alla Giornata aperta del 28 aprile 2008. Un’occasione in più per fare il punto della situazione dell’evoluzione del pensiero accessibile in Italia e per ringraziare ancora una volta De Vanna, importante punto di riferimento per chi crede nell’importanza dell’abbattimento delle barriere comunicative nel web.

L’Italia è stata la prima nazione europea a legiferare sul tema dell’accessibilità informatica e l’impianto normativo italiano è stato preso ad esempio dalle nazioni che stanno muovendo i primi passi sul tema.
Gli scarsi risultati raggiunti, connessi anche alla mancanza di fondi per la necessaria copertura finanziaria più volte richiesta nel dibattito parlamentare, rischiano di farci perdere tale vantaggio competitivo e ci spingono a cercare azioni utili all’accelerazione del processo di adeguamento dei siti alla normativa.

È necessario pertanto puntare al raggiungimento di due obiettivi strettamente connessi:

•  promuovere azioni indirizzate ai dirigenti che spingano verso l’adeguamento dei siti pubblici alla normativa;-

•  dare impulso ad iniziative di sensibilizzazione sul tema mossi dalla precisa convinzione che l’adeguamento dei siti passi necessariamente attraverso la diffusione e la condivisione del valore di una cultura centrata sull’inclusione.

Per quanto riguarda il primo obiettivo è necessario puntare su azioni che vadano ad impattare sul margine variabile della retribuzione dei responsabili dell’accessibilità, dei sistemi informativi e della comunicazione, connesso al raggiungimento degli obiettivi annuali.

Contestualmente potrebbe essere utile gestire la disponibilità dei fondi destinati alla comunicazione ed ai siti web delle amministrazioni sulla base dell’adeguamento alla normativa o meno.
È auspicabile inoltre promuovere un’iniziativa premiale per la realizzazione di prototipi di sito web accessibile, variabile in funzione dell’amministrazione destinataria (piccolo – medio comune, comunità montana, asl, etc.).

Inoltre è utile ricordare che uno dei limiti principali della legge, spesso riscontrato nella maggioranza delle leggi italiane, è il mancato utilizzo di meccanismi di monitoraggio e valutazione della sua efficacia. È necessario, infatti, dare seguito all’art. 7, comma b della legge che assegna le attività di vigilanza sul rispetto da parte delle amministrazioni statali delle disposizioni della legge alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, anche avvalendosi del CNIPA.

Dal punto di vista organizzativo è di fondamentale importanza che la tematica dell’ICT e delle categorie svantaggiate sia costantemente presidiata da un centro di competenza che fornisca indicazioni, contributi tecnici e proposte operative. Tale ruolo, sinora svolto dalla Commissione Interministeriale permanente prima e Ministeriale poi, deve caratterizzarsi come un riferimento non limitato nel tempo e soprattutto non legato a scadenze di governo.

Quanto sinora detto non può prescindere dall’impulso che è necessario dare alle iniziative di diffusione della cultura dell’accessibilità e più in generale dell’inclusione, attraverso la formazione delle nuove generazione affrontando il tema dell’accessibilità informatica nelle scuole e dando seguito all’art. 8 della legge ovvero inserendo l’accessibilità nei percorsi formativi organizzati dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e nell’ambito delle attività per l’alfabetizzazione informatica dei dipendenti pubblici. Si tratta di iniziative destinate, inoltre, ai responsabili della comunicazione dei siti, dei sistemi informativi e dell’accessibilità e, a livello operativo, alle figure che si occupano della realizzazione e della redazione dei siti web. Per questi ultimi è necessario fornire conoscenze e strumenti che garantiscano la realizzazione di siti accessibili.

Al contempo bisogna ricordare che molte delle iniziative intraprese da altri enti, soprattutto a livello locale, sono il risultato di una sensibilità personale nei confronti del tema dell’accessibilità e del diritto di accesso alle informazioni veicolate dalle nuove tecnologie.

È il caso dell’iniziativa del Comune della Spezia con la creazione della rete civica accessibile Spezianet. L’esempio è particolarmente meritorio in funzione del coinvolgimento, sin dalla fase di progettazione del sito, sia della Consulta dei disabili, sia dell’intera popolazione chiamata ad individuare servizi e informazioni da erogare on line. Il risultato raggiunto quindi, non solo supera la prescrizione che la legge richiede alla pubblica amministrazione nella realizzazione del proprio sito web che, come noto, si limita al superamento della verifica tecnica, ma raggiunge un obiettivo di partecipazione di tutta la popolazione locale nella realizzazione di un prodotto che favorisce la diffusione della cultura dell’inclusione anche in ottica di replicabilità.

Altrettanto significativa è l’esperienza di Porte Aperte sul Web della Direzione Regionale Scolastica della Lombardia. Si tratta di certo del caso più significativo di accessibilità realizzata nel nostro Paese ottenuto tramite il coinvolgimento dei tecnici e dei webmaster delle scuole lombarde.

Il risultato, ovvero raggiungere il traguardo della “qualità” per circa il 20% dei siti scolastici, è sicuramente apprezzabile anche a livello europeo.

L’auspicio a questo punto è duplice. In primo luogo che l’esperienza prosegua con il coinvolgimento dell’intera comunità scolastica analizzando le esigenze degli alunni e dei genitori e ad esempio, richiedendo la loro partecipazione nell’individuazione delle esigenze e nelle attività di redazione di siti. In questo modo sarà possibile ottenere un risultato che vada ben oltre l’accessibilità tecnica puntando alla diffusione del valore di una società inclusiva. In secondo luogo che il Ministero dell’Istruzione prenda ad esempio questa iniziativa per diffonderla e replicarla in altre realtà territoriali.




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