Ultima modifica: 8 Marzo 2010
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9 – Software didattico accessibile?

di Walter Casamenti – Circolo didattico di S. Giovanni in Persicelo (BO)

L’articolo 5 della Legge 4/2004 è forse l’articolo meno applicato di tutta la legge. Ad oltre tre anni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale tanti studenti aspettano ancora la “fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli alunni disabili e agli insegnanti di sostegno”. Vediamo, ora, quali sono le prospettive per il software didattico.

i cerchi di Qualisoft con i simboli tastiera, dimensione, audio e sensoreQualcuno a questa domanda arriccia il naso e replica: “Già le aziende investono pochissimo in software didattico ed ora dovrebbero anche renderlo accessibile?”.

Credo che si possa rispondere che come per il Web accessibile, anche il software può essere accessibile se pensato, programmato, strutturato tenendo conto dei requisiti richiesti.

Certo all’inizio non sarà facilissimo ma l’esperienza dimostra che le difficoltà tecniche sono facilmente superabili e gli errori sono spesso solo di impostazione-progettazione.

L’art. 5 della legge 4/2004, http://www.pubbliaccesso.it/, afferma:

  1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado
  2. Le convenzioni … prevedono sempre la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili agli alunni disabili e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Riassumendo i software didattici che utilizziamo come strumenti di apprendimento (di lingua, matematica, geografia…) o quelli oggetto di studio (Word, Excel, contabilità, Cad…) ed anche i libri di testo digitali devono essere accessibili e rispettare gli 11 requisiti del D.M. 8 luglio 2005 che contiene un regolamento tecnico e l’allegato D (Requisiti tecnici di accessibilità per l’ambiente operativo, per le applicazioni e i prodotti a scaffale).

L’anno scorso una commissione ha lavorato presso il MPI per definire la specificità del software didattico accessibile ma a tutt’oggi non è stato emanato l’apposito regolamento.

Gli 11 requisiti

In sintesi gli 11 requisiti richiedono alcune modifiche rilevanti rispetto agli attuali software: poter utilizzare oltre al mouse anche la tastiera, doppio canale di comunicazione in ogni messaggio-informazione (ad es. visiva ed uditiva), rispetto delle impostazioni di accessibilità del Sistema Operativo e delle impostazioni personalizzate ad es del video (risoluzione, contrasto, colori sfondo, dimensioni carattere…) ed altre di buon senso didattico: Focus attivo ben evidente, icone costanti e coerenti, documentazione digitale.

In molti casi, proprio questi requisiti che non comportano difficoltà tecniche ma solo scelte estetico-didattiche sono i più contrastati, come se limitassero la libera creatività del programmatore.

A 3 anni dalla legge bisogna riconoscere che ancora non si vedono nuovi software che rispondano totalmente agli 11 requisiti. Al riguardo è molto interessante il lavoro fatto dall’ITD del CNR di Genova che, all’interno del progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità, azione 3” ha coniugato nella pratica, ovvero nell’analisi dei software, gli 11 requisiti dando una valutazione mediante una griglia – http://asd.itd.cnr.it/ (Progetto Aessedi).

Progetto Qualisoft

Quali soft didattico (logo)Nel giugno del 2004 un gruppo di insegnanti, docenti universitari, esperti delle disabilità, programmatori di software free hanno definito un documento contenente alcune linee portanti per realizzare software di qualità utilizzabile nella didattica e personalizzabile individuando anche un logo che immediatamente rendesse visibile l’utilizzabilità del software stesso. Il documento ed i software già prodotti sono scaricabili dal sito http://www.qualisoft.org/.

Fra i programmatori free impegnati in questo approccio si sono distinti Ivana Sacchi www.ivana.it, Cesare Agazzi http://www.ilsoftwaredicesare.it/, Giuseppe Bettati http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/ e soprattutto la riflessione continua ha fatto avanzare l’attenzione per la logica interna, l’interfaccia, l’utilizzo delle sintesi vocali, delle tastiere programmabili… Insomma si va avanti ma a piccoli passi.

Ma oggi dopo 3 anni emerge la necessità di riunire nuovamente le diverse competenze (insegnanti, programmatori, esperti della disabilità, studiosi…) per fare avanzare dal punto di vista teorico e pratico la realizzazione di software accessibili. Occorre creare modelli nei diversi linguaggi di programmazione e lasciare ai progettatori-programmatori la libera realizzazione dei contenuti e delle interfacce siano questi programmatori free o legati ad aziende. Solo allora ci sarebbe un gran salto di qualità e celerità nei tempi di realizzazione.

Questa necessità io l’avevo espressa anno scorso ad Handimatica nel convegno “Accessibilità degli strumenti didattici e formativi come fattore di inclusione e di qualità”: http://www.handimatica.it/Handi2006/Seminari_2006/30_Accessibilita.htm ed aveva ottenuto, in seguito, parole rassicuranti da alcune istituzioni.
Purtroppo ancora oggi tutto è fermo.

Ben vengano, ancora una volta, i prodotti di liberi programmatori che strappando ore al sonno ed al tempo libero provano a realizzare software accessibili, fruibili, personalizzabili per la classe intera.




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