Ultima modifica: 4 Marzo 2010
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4 – Porte aperte all’e-learning

di Emanuela Zibordi – Porte Aperte sul Web

Alcuni docenti stanno lavorando sulla piattaforma accessibile Moodle. L’intento è di costruire entro febbraio 2008 un ambiente per la formazione a distanza sulla comunicazione web accessibile a scuola.

Tutto cominciò quel tre di maggio, anzi forse prima complice Mario Varini, che mi presentò (via skype) alcuni docenti di Porte Aperte sul Web. Si voleva allora presentare la piattaforma Moodle all’incontro di “Scuola, accessibilità e comunicazione web” con la presenza di Gianluca Affinito, che segue direttamente  il progetto di accessibilità della piattaforma stessa.

L’idea di costruire qualcosa per divulgare il concetto e le prassi di accessibilità con una piattaforma di e-learning “accessibile” è stato il tormentone mio e di Alberto della passata estate, fin tanto che macinando idee e scambiandoci opinioni, ho messo nero su bianco una proposta di progetto.

L’idea è la costruzione di un corso sull’accessibilità, che partisse dalle prime nozioni e potesse rappresentare una forma di insegnamento/apprendimento condivisa, interattiva, cooperativa, collaborativa: tutto quello che viene richiesto all’e-learning 2.0, cioè quello di nuova generazione.

Un dei punti di forza di questo progetto è che i contenuti ci sono già: sono le innumerevoli mail che vi scambiate, che leggo ma purtroppo non capisco, che danno suggerimenti su come intervenire nei siti web e dei CMS. Siete veramente molto in gamba e soprattutto appassionati di ciò che state portando avanti; si sente e si percepisce ed è un altro punto di forza, e che forza!

Sempre l’estate scorsa ho avuto la fortuna di conoscere (via skype) Federica Scarrione, la quale è stata veramente molto carina a partecipare alla traduzione di un corso di e-learning e anche molto interessata al suo apprendimento. Allora ho fatto due più due e le ho chiesto  di coadiuvarmi in questa avventura, perchè la vedo molto motivata e molto competente in materia di accessibilità.   Ha accettato, e questo fatto mi ha ulteriormente caricato e rassicurato.

Cosa vogliamo fare? E’ nostra intenzione impostare  un corso nelle sua struttura didattica in modo che  alla community non resti altro che, nella prima fase, riempirlo dei contenuti che si trovano postati nelle diverse discussioni e nei documenti pubblicati, tale da rendere questo corso fruibile, anche da parte di chi approccia per la prima volta a questo argomento.

Successivamente e poi contemporaneamente a questo lavoro cooperativo il corso, o meglio lo spazio virtuale della piattaforma,  necessiterà di collaborazione perché, come avviene per la community di Moodle, c’è sempre qualcuno che aiuta: dai neofiti agli esperti, offrendo  risposte ai dubbi o problemi tecnici.

Crediamo che le conoscenze che sono state sviluppate nel tempo debbano essere in qualche modo strutturate e facilmente reperite, essere a disposizione di chiunque ed è per questo che siamo intenzionati a rendere “open” questo spazio,  nei suoi contenuti, nelle sue discussioni, nelle sperimentazioni ed allargare ulteriormente sia la fruibilità, sia la ricerca condivisa.

All’inizio di questo mio intervento ho parlato di innovazione: e-learning che metta in comunicazione e condivisione una comunità, apprendimento socialmente costruttivista. Il rischio sta nella sfida che  la comunità risponda positivamente.

L’analisi delle potenzialità ci porta a pensare che si possa aver fiducia. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche.




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