Ultima modifica: 3 Marzo 2010
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13 – Pixel fuori riga. Quella risorsa che si chiama “comunità”

recensioni tra carta e dvd di Federica Scarrione, Liceo Galilei di Voghera (PV)

I pixel e le righe stampate si incrociano ormai nella nostra formazione, informazione, cultura e persino nel tempo libero. In questo spazio tento una ricomposizione in piccoli percorsi unitari, centrati su una recensione, di quelle che fino ad ora sono sempre state divagazioni, peregrinazioni sparse su temi inerenti integrazione, inclusione, disabilità, lavoro collaborativo, scuola, pari opportunità e via dicendo. Lo faccio con la speranza di segnalare qualcosa che, magari anche minimo e poco noto, possa abbandonare spazi virtuali e cartacei per entrare nella realtà, nella vita di ognuno di noi.

Community management.
Processi informali, social networking e tecnologie Web 2.0 per la gestione della conoscenza nelle organizzazioni

Manuale, Scotti Emanuele; Sica Rosario, Apogeo, Euro 18,00

Un volume sicuramente interessante per chi appartiene a una comunità di pratica, a partire dalla prefazione di Giorgio De Michelis sulla rete come risorsa, in cui si dà spazio alla differenza tra società e comunità, per evidenziare il ruolo di fondamento culturale positivo svolto dall’esperienza comunitaria.

La trattazione teorica è articolata in tre capitoli, dedicati rispettivamente allo scenario di riferimento (dati e riflessioni sull’uso della community in vari ambiti, in particolare quello della formazione e dell’approccio all’apprendimento attraverso comunità di pratica, costruttivismo e connessionismo).

Difficile rendere conto in termini sintetici della ricchezza di spunti offerta dal volume, che prevede l’alternanza di parti espositive e conversazioni (da non perdere quella di Giuseppe Braga sulla formalizzazione dei saperi), nonché una serie di casi che rendono conto di esperienze sia di aziende sia di enti locali. Unica pecca l’assenza, forse significativa, di casi relativi al mondo della scuola o comunque dell’istruzione.

Le community informali sono oggetto di specifica analisi nel capitolo II, mentre il capitolo III contiene suggerimenti pratici per progettare ed avviare una community. Vengono anche descritte le figure chiave necessarie per la buona gestione dell’attività comunitaria; alcuni di questi concetti sono ripresi nel ricco corredo di allegati (da segnalare vademecum e guida del coordinatore).

Per un primo approccio al volume, qualche estratto significativo è disponibile sotto licenza creative commons nel blog degli autori: http://socialknowledge.wordpress.com/

Certo, il saggio di Scotti e Sica sembra orientato all’esplorazione di aspetti organizzativi e gestionali che esulano dalla nostra concezione, più creativa e fondata su volontariato e libera partecipazione, senza dubbio più vicina all’ottica dell’open source che allo sfruttamento aziendale di modelli costruttivisti.

Pratiche collaborative in rete. Nuovi modelli di ricerca universitaria

a cura di Maria Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono
ISBN 9788884837141 – Euro 16,00

Ci riporta, invece, all’ambito a noi caro dell’espressione originale di sé e del desiderio di sapere, di scambiare opinioni, di dar vita con il fermento dei pensieri ad un prodotto comune, il progetto Ibrid@menti: www.ibridamenti.com.

La storia di questa community è iniziata il 3 ottobre 2007 con l’apertura del blog Ibridamenti sulla piattaforma Splinder, poi abbandonata per un sito del tutto autonomo. Ibridamenti è un Laboratorio Sperimentale Virtuale progettato dalla Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Cà Foscari di Venezia.

L’ idea su cui si fonda di si trova espressa nel primo post: “L’idea è semplice: andare oltre i confini. Oltre i confini dei blogger, oltre i confini dell’Accademia. Cosa vogliamo fare? Vogliamo proporre degli argomenti e lavorare assieme. Mano a mano che l’inchiostro e i colori riempiranno menti e post, mano a mano che i tanti autori che diventeremo si incontreranno qui con esperienze e riflessioni… aumenteranno le righe e le pagine. Poi stamperemo.

Tutto ciò ha trovato realizzazione nel volume Pratiche collaborative in rete. Nuovi modelli di ricerca universitaria, un testo che nasce da pratiche collaborative e innovative, con un numero significativo di coautori provenienti da ambiti professionali ed esperienze diverse.




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