Ultima modifica: 17 marzo 2010

3 – Lessico

Indicazioni sulla costruzione delle parole (lessico)

  • Usa parole comuni: Il Vocabolario di base (Di Mauro) della lingua italiana contiene meno di 7000 parole e sono quelle che dobbiamo preferire se vogliamo essere capiti da chi legge
  • Usa parole concrete e dirette
  • Evita le nominalizzazioni (comunicare e non fare una comunicazione, firmare e non apporre la firma, ma senza generalizzare. Ad esempio fare una relazione è meglio che relazionare, che è poco comune)
  • Usa pochi termini tecnico-specialistici
  • Usa poche sigle e abbreviazioni. E’ preferibile sciogliere l’acronimo e scriverlo per esteso, soprattutto quando si tratta di terminologia del settore
  • Rivedi e controlla il testo:
    • riscrivi le singole parti del testo o frasi se esse non sono abbastanza brevi, semplici, chiare
    • rileggi attentamente il testo dopo averlo riscritto in modo più semplice.
    • fai rileggere il testo ad altre persone (che non hanno partecipato alla pianificazione e stesura del testo) per controllarne la leggibilità e comprensibilit

Parola di riferimento

Vocabolario di base

Un testo è chiaro se chi legge capisce tutte le parole che esso contiene.
Il Vocabolario di base della lingua italiana di Tullio De Mauro è un elenco di parole (lemmi) elaborato prevalentemente secondo criteri statistici Rappresenta la porzione della lingua italiana usata e compresa dalla maggior parte di coloro che parlano italiano ed è suddiviso in:

  • Vocabolario fondamentale: le prime 1.991 parole più frequenti in assoluto della nostra lingua;
  • Vocabolario di alto uso: le successivi 2.750 parole. Sono lemmi ancora molto frequenti, anche se molto meno di quelli del vocabolario fondamentale;
  • Vocabolario di alta disponibilità: 2.337 parole determinati in vario modo, soprattutto con dizionari dell’italiano comune. Comprende lemmi che, pur essendo poco presenti nella lingua scritta, sono a tutti noti (tipo, forbice, abbronzare, …).



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