Ultima modifica: 4 novembre 2009
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Antonio De Vanna

Estratti dall’intervista

Riguardo all’ottimismo, ho più volte ribadito che la macchina si è messa in moto, lentamente, ma nella direzione corretta.

La Legge: prevede già che il Decreto contenente i requisiti tecnici sia periodicamente aggiornato per seguire l’evoluzione tecnologica.

Per altre questioni occorrono indicazioni precise confortate dal buon senso e dalla prassi quotidiana.

Mi riferisco:

  1. all’utilizzo del logo da parte delle aziende appaltatrici di sevizi informatici,
  2. al dovuto rispetto della legge da parte delle amministrazioni che non ricorrono all’outsourcing
  3. all’adozione di una procedura omogenea di vigilanza dell’applicazione della legge da parte delle amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, ecc. ecc.)
  4. ad una serie di aggiornamenti da apportare al DM delle regole tecniche; si consideri, ad esempio, l’apporto di un contributo da parte dei disabili nella metodologia per la verifica tecnica.

(…) il problema dell’accessibilità è culturale.

La scuola deve contribuire a diffondere la cultura dell’accessibilità creando il substrato per la società dell’inclusione

Aiuta i tuoi alunni a capire quanto è importante l’inclusione e quanto è importante capire come gli altri possono capire, mettendoti nei loro panni.

Vi esorto a rappresentare una delle leve più importanti per la realizzazione della società dell’inclusione: voi, che, in tema di accessibilità, siete culturalmente evoluti, dovete perseguire l’omogeneità, l’uniformità dei concetti di accessibilità; per voi è facile e dovete farlo.

Breve presentazione

Antonio De Vanna

Antonio De Vanna

Antonio De Vanna è il Responsabile dell’Ufficio Accessibilità dei sistemi informatici del CNIPA, Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione.

Voce autorevole nello sviluppo della cultura dell’accessibilità in Italia, ha partecipato alla Giornata Aperta, organizzata il 29 aprile 2005 da Porte Aperte sul Web, relazionando sul tema “Prospettive di attuazione della Legge Stanca” (pdf, 63 kb).

Perchè lo intervistiamo?

Perchè ci interessa sapere da una fonte così autorevole come stanno andando le cose e perchè ci piacerebbe che le scuole ricavino ulteriori motivi per contribuire alla promozione e diffusione della cultura dell’inclusione, anche tra le familglie e gli studenti, cittadini di oggi e di domani.

In particolare, per noi di Porte Aperte sul Web, le parole di De Vanna diventano uno stimolo per ridefinire i confini della nostra proposta e per rivendicare, a buon diritto, la necessità di un supporto qualificato e permanente alle scuole che tutti i giorni si trovano di fronte ai problemi della comunicazione web per tutti e che nessuna soluzione tecnica precostituita e nessun portale più o meno autosufficiente potrà mai risolvere.

L’intervista a Antonio De Vanna, che ringraziamo per la disponibilità, sì è svolta sabato 14 luglio 2006 via mail.

L’intervista completa

1. Entro l’8 agosto 2006 tutti i siti della Pubblica Amministrazione realizzati sotto contratto dovranno rispettare i requisiti di accessibilità indicati nel DM 8 luglio 2005.

Ci piacerebbe avere da lei qualche segnale di conforto e di ottimismo.

Prima di tutto una precisazione:

  • Entro l’8 agosto 2006 tutti i contratti in essere l’8 agosto 2005, in caso di rinnovo, modifica o novazione, devono essere già adeguati, a pena di nullità, alle disposizioni della legge circa il rispetto dei requisiti di accessibilità.
  • Dall’8 agosto 2005 i contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET possono essere dichiarati nulli quando non è previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dal DM 8 luglio 2005.

Riguardo all’ottimismo, ho più volte ribadito che la macchina si è messa in moto, lentamente, ma nella direzione corretta.

2. Dopo due anni dall’approvazione della Legge 4/2004, si comincia a parlare di ipotesi di correttivi, aggiustamenti, modifiche.

Quali dovrebbero essere, secondo lei, le priorità che si dovrebbe porre il legislatore per rispondere sempre meglio alle necessità della comunicazione universale veicolata dagli strumenti informatici?

La Legge: prevede già che il Decreto contenente i requisiti tecnici sia periodicamente aggiornato per seguire l’evoluzione tecnologica.

Per altre questioni occorrono indicazioni precise confortate dal buon senso e dalla prassi quotidiana.

Mi riferisco:

  1. all’utilizzo del logo da parte delle aziende appaltatrici di servizi informatici,
  2. al dovuto rispetto della legge da parte delle amministrazioni che non ricorrono all’outsourcing
  3. all’adozione di una procedura omogenea di vigilanza dell’applicazione della legge da parte delle amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, ecc. ecc.)
  4. ad una serie di aggiornamenti da apportare al DM delle regole tecniche; si consideri, ad esempio, l’apporto di un contributo da parte dei disabili nella metodologia per la verifica tecnica.

3. Nel recente Convegno di Torino, organizzato dall’Unione Italiana Ciechi, lei ha citato la formazione come la grande “incompiuta” della Legge. Cosa pensa si possa e si debba fare per mettere insieme i tempi e le esigenze della Pubblica Amministrazione con le prerogative di accessibilità dei siti?

In quella stessa occasione ho avuto modo di affermare che il problema dell’accessibilità è culturale. Ben venga tutto ciò che può favorire la creazione di una cultura dell’accessibilità e dell’inclusione, ben venga la formazione, ad ogni livello, per i dipendenti pubblici, per i cittadini, nelle scuole, ecc. ecc..

La Funzione Pubblica deve condurre attività formativa sulla tematica specifica e promuovere attività formative nelle amministrazioni centrali e locali, la Scuola deve contribuire a diffondere la cultura dell’accessibilità creando il substrato per la società dell’inclusione.

4. In una recente intervista Roberto Scano ci ha esortato a diffondere nelle scuole, tra i docenti e gli studenti, l’abitudine a “pensare in modo accessibile”. Immaginando di avere di fronte un docente di scuola, che tutti i giorni in classe esercita un ruolo di comunicatore pubblico e di sera dedica un po’ del suo tempo a veicolare informazioni sul web, cosa gli direbbe?

Aiuta i tuoi alunni a capire quanto è importante l’inclusione e quanto è importante capire come gli altri possono capire, mettendoti nei loro panni.

5. Rimanendo in ambito scolastico, quale suggerimento ha da darci affinché la comunità di pratica Porte Aperte sul Web diventi ancora di più un territorio di confronto e di sviluppo e diffusione del pensare accessibile a scuola?

Vi esorto a rappresentare una delle leve più importanti per la realizzazione della società dell’inclusione: voi, che, in tema di accessibilità, siete culturalmente evoluti, dovete perseguire l’omogeneità, l’uniformità dei concetti di accessibilità; per voi è facile e dovete farlo.

6. Pensare, comunicare, scrivere: tre attività proprie di chi fa scuola. L’articolo 5 della Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 si riferisce direttamente all’accessibilità del materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado. Ora, ci piacerebbe concentrare un po’ dei nostri sforzi anche nella produzione di materiali con queste caratteristiche. Ovviamente non parliamo di libri di testo, ma di materiali di supporto alla didattica e di manuali per la comunicazione web. Ha delle indicazioni da fornirci in merito?

L’accessibilità dell’e-learning, del software didattico e dei libri di testo sono stati, da inizio 2006, oggetto di studio di tre gruppi di lavoro coordinati in parte anche con il MIUR.

Sul sito Pubbliaccesso è già consultabile una bozza dello studio prodotto dal gruppo di lavoro “e-Learning”.

A breve, per iniziativa del Progetto TRIO e in collaborazione con il CNIPA, sarà reso disponibile un corso in e-Learning per la progettazione e realizzazione di siti accessibili.

Riguardo al software didattico vorrei segnalare il progetto ESSEDIQUADRO (SD2) dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Genova che sta studiando e implementando una metodologia di verifica dei requisiti per l’accessibilità del software (Allegato D del decreto 8 luglio 2005).

Il risultato di questo lavoro confluirà in una banca dati che catalogherà, anche in base alla loro accessibilità, i programmi informatici didattici utilizzati nelle scuole italiane.




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