Ultima modifica: 12 Giugno 2013
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Ultima modifica: 12 Giugno 2013

Il 15 giugno prova soluzioni open per la scuola all’Open space scuola

Organizzato dalla scuola Radice Fossati, in collaborazione con Porte aperte sul web e la comunità WiildOs, è uno spazio aperto per confronti, domande e supporti all’insegna della collaborazione e del software libero. Noi siamo presenti con Drupal e WordPress. Via Santa Marta 18, a Milano, dallle 10 alle 16.

Locandina Open space scuolaProgramma Open space scuolaTante proposte, tante idee per la tua didattica o per il tuo sito scolastico, raccolte in un formato innovativo.

Sabato 15 giugno, alla scuola Radice Fossati di via Santa Marta 18 Milano, potrai spaziare, curiosare, confrontarti tra software liberi da usare a scuola, lavagne interattive open e CMS open source per realizzare e gestire il sito della tua scuola. Per iscriversi aggiungere il proprio nome in http://www.doodle.com/xevxhe233s5s7q5p.
Temi e aule: Drupal (aula A25), Epotptes e ltsp (A08), Geogebra (010), Libreoffice (119), Musescore (A04), Progetto nuova vita (A03), Scul server (A11), Wiildos (Aula magna), WordPress (120).

  • Dalle 10 alle 11: l’assaggio.
    Inizieremo con la presentazione degli spazi-laboratori nell’auditorium. Tutti insieme ascolteremo brevi presentazioni di 5 minuti che ci consentiranno di orientare il nostro percorso.
  • Dalle 11 alle 11.45; dalle 12 alle 12.45, dalle 14 alle 14.45, dalle 15 alle 15.45: la degustazione.
    Avremo la possibilità di partecipare attivamente agli spazi di confronto sui temi che più ci interessano, sotta la guida di un conduttore che avrà il compito di faciitare la conversazione, la conoscenza e l’approfondimento. Lo scopo è tornare a casa con qualche idea in più, magari frutto dello scambio di opinioni, realizzazioni ed esperienze.
  • Spazi vivi tra un laboratorio e l’altro (15′ + pausa dalle 12.45 alle 14): la digestione.
    Quelli che se ne intendono chiamano questi momenti networking, indicando con questo termine lo spazio per le chiacchiere informali, per le relazioni significative, per nuove premesse per altri nuove possibili collaborazioni.

Non ci siamo inventati nulla. Anzi, come la cultura partecipativa del software libero insegna, ci siamo guardati intorno, abbiamo cercato esperienze già realizzate e abbiamo riutilizzato e personalizzato il formato secondo le nostre necessità.
E naturalmente citiamo, ora, il riferimento da cui siamo partiti.

Open Space Technology

Il lavoro si basa su quattro “principi” ed una sola “legge”. I quattro principi sono:

  1. Chiunque venga è la persona giusta; le decisioni che vengono prese durante il lavoro sono opera di coloro che sono presenti. Non serve quindi pensare a chi sarebbe potuto intervenire o chi avremmo dovuto invitare, è molto più utile concentrarsi su quelli che ci sono. La partecipazione all’Open Space Technology dovrebbe essere sempre volontaria, infatti solo chi ha davvero a cuore il tema in discussione si impegnerà a fondo, sia nell’affrontarlo che nelle fasi di implementazione del progetto.
  2. Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere; in una particolare situazione, con determinate persone e discutendo di un certo tema, il risultato che si otterrà è l’unico risultato possibile. Le sinergie e gli effetti che possono nascere dall’incontro di quelle persone sono imprevedibili ed irripetibili, per questo chi conduce un Open Space Technology deve rinunciare ad avere il controllo della situazione: tentare di imporre un risultato o un programma di lavoro è controproducente. Chi facilita un convegno Open Space deve avere totale fiducia nelle capacità del gruppo.
  3. Quando comincia è il momento giusto; l’aspetto creativo del metodo. È chiaro che dovranno esserci un inizio ed una fine, ma i processi di apprendimento creativo che avvengono all’interno del gruppo non possono seguire uno schema temporale predefinito. Decidere ad esempio di fare una pausa ad un certo orario può impedire ad un dialogo di avere termine, perdendo così informazioni o idee fondamentali alla realizzazione del progetto.
  4. Quando è finita è finita; se certe volte serve più tempo di quello previsto, altre accade il contrario. Se ad esempio si hanno a disposizione due ore per trattare un certo argomento, ma la discussione si esaurisce più velocemente del previsto, è inutile continuare a ripetersi, molto meglio dedicare il nostro tempo ad altro.

Mentre l’unica legge che regola l’Open Space Technology è la legge dei due piedi. Un nome tanto curioso si deve al fatto che vuole ricordare che tutti hanno due piedi e devono essere pronti ad usarli. Se una persona si trova a conversare di un argomento e non ritiene di poter essere utile, oppure non è interessata, è molto meglio che si alzi e si sposti (su due piedi, per l’appunto) in un altro gruppo dove può essere più utile. Questo atteggiamento non va interpretato come una mancanza di educazione, ma come un modo per migliorare la qualità del lavoro.

Fonte: Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Space_Technology

Nella nostra personalizzazione abbiamo inserito tempi più precisi, in quanto la contemporaneità degli spazi-laboratorio ci invita stabilire orari di riferimento. Tuttavia i tempi vivi tra due successivi incontri possono diventare pieni e prolungare di 15 minuti ogni singolo intervento. Chissà, magari un giorno diventeremo più bravi e potremo aderire in modo maggiore ai princìpi elencati.
Del resto, la giornata del 15 è una sperimentazione.

Iscrizioni

Per iscriversi aggiungere il proprio nome in http://www.doodle.com/xevxhe233s5s7q5p.

Come raggiungere l’Open space scuola del 15 giugno

Via Santa Marta, 18 Milano

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