La figura 1 mostra il prologo di un documento XHTML. Esso risulta composto da due parti: la dichiarazione XML e la definizione del DOCTYPE.
La nostra pagina inizia con una riga di codice:<?xml version="1.0"?>. La sua funzione è semplice: rendere esplicito il fatto che il documento è XML. Non è obbligatoria, ma è il suo uso è consigliato dal W3C per tutti i documenti XML. Quando viene usata non deve essere preceduta da altre istruzioni.
All'interno della dichiarazione è possibile usare tre attributi. L'unico obbligatorio è version (il solo valore possibile è "1.0", in quanto non esistono altre versioni del linguaggio).
Se il vostro obiettivo è la massima compatibilità potete omettere la dichiarazione XML. Molti browser hanno mostrato problemi così come alcuni editor (Dreamweaver).
La dichiarazione del DOCTYPE (obbligatoria!) è composta da due sezioni:
<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"
"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd">
Essa, dunque, ha lo scopo di stabilire a quale delle tre DTD XHTML intendiamo conformarci e di dire al browser dove essa è collocata. Nel nostro esempio la DTD di riferimento è quella Strict, collocata sul sito del W3C. Il DOCTYPE, inoltre, non ha alcun effetto sulla presentazione della pagina. Serve solo al validatore per stabilire le regole della convalida.
Notate anche la parola chiave PUBLIC. Significa che la DTD è pubblica, creata dal W3C. In effetti, in XML, è anche possibile definire DTD "private", specifiche per la nostra applicazione. In tal caso si usa la parola chiave SYSTEM.
Riportiamo per comodità le tre dichiarazioni per ciascuna DTD. Potete usarle nelle vostre pagine con un semplice copia e incolla.
<!DOCTYPE html
PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"
"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd">
<!DOCTYPE html
PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN"
"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd">
<!DOCTYPE html
PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Frameset//EN"
"http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-frameset.dtd">