dalla Rivista Insegnare

"Porte Aperte sul Web" dalla Rivista "Insegnare" n. 5CIDI
Autore: Marco Guastavigna. Fonte: cidi.it

copertina del numero 5 di InsegnareCi siamo già occupati di accessibilità degli strumenti informatici, in occasione del varo della relativa normativa.
Riprendiamo l’argomento per presentare per sommi capi un progetto promosso dall’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, "Porte aperte sul Web". Esso può essere fonte di utili indicazioni e suggerimenti per chi si sta occupando o si occuperà di accessibilità dei siti web delle scuole, perché già fin dal 2002 si è posto l"obiettivo di "migliorare progressivamente il livello di accessibilità ai disabili dei siti web delle scuole, delle reti di scuole e, parallelamente, dei siti dell’amministrazione scolastica della Lombardia, attraverso l’intervento su alcuni siti di scuole pilota e la disseminazione delle best practices sul territorio regionale e di diffondere le esperienze attraverso l’utilizzo del sito regionale e dei siti delle scuole polo coinvolte nella sperimentazione” ed ha quindi maturato esperienze e prodotto materiali di evidente interesse generale.

Il progetto ha realizzato nel 2002-03 un’iniziativa pilota indirizzata ad una cinquantina di scuole, rappresentative delle diverse realtà scolastiche e territoriali lombarde, che si è tradotta in un primo percorso sperimentale, con un’analisi dei siti delle scuole coinvolte in merito alla loro effettiva accessibilità e una serie di seminari di informazione e di confronto rivolti agli insegnanti.
Successivamente sono stati realizzati gli interventi veri e propri, sviluppati autonomamente da ciascuna unità scolastica con eventuali azioni di supporto, di revisione della struttura dei siti in vista del conseguimento di un livello di accessibilità minimo, ma comunque significativo perché definito con precisione e condiviso con chiarezza da tutti i soggetti coinvolti. Molto importante è il fatto che, anche se al progetto hanno collaborato l’Istituto Ciechi di Milano, la Fondazione ASPHI e Anastasis, “il gruppo di lavoro del Progetto non è (…) costituito da tecnici o webmaster professionisti, ma da insegnanti che, per interesse personale, hanno imparato a realizzare pagine Web e costruito il sito della propria scuola, confrontandosi con una realtà per disponibilità tecnologiche ed esigenze, specifica”.
Questo aspetto ha due conseguenze, paradossalmente quasi in contrasto l’una con l’altra. Se da una parte, infatti, testimonia l’importanza che hanno per i colleghi le tematiche correlate all’esercizio effettivo dei diritti di tutti i cittadini e non può non essere oggetto del nostro plauso, dall’altra pone il problema della effettiva replicabilità, in altre scuole della Lombardia ed in tutto il territorio nazionale. Tale questione è cruciale, soprattutto dopo che si è conclusa la prima tornata dei piani di formazione sulle tecnologie infotelematiche, senza che si siano definiti davvero responsabilità ed organigrammi interni alle scuole. In molte realtà si sono perse addirittura perse le tracce dei finanziamenti che le circolari ministeriali istitutive dei corsi annunciavano, e le incombenze relative all’uso delle TIC nel percorso formativo e nella gestione della “comunicazione digitale” delle unità scolastiche continuano ad essere assegnate con modalità differenti da situazione a situazione, senza che vi siano davvero chiarezza e soprattutto trasparenza. Questa incertezza è del resto in qualche modo presente anche nel progetto, che deve esplicitamente subordinare le proprie prospettive alle “disponibilità dell’Amministrazione (decisiva potrebbe essere l’opportunità di potere disporre di alcune figure che si possano dedicare al progetto a tempo pieno e/o parziale)”. “Porte aperte sul web”, insomma, è ammirevole e fecondo sul piano culturale, ma, così come altre numerose iniziative “spontanee” ed istituzionali, si inserisce in un quadro complessivamente poco chiaro, in cui sembra che le funzioni relative alle TIC siano una sorta di zona franca, di fatto quasi sottratta alla contrattazione collettiva ed alle ordinarie procedure di definizione degli incarichi e delle relazioni professionali all’interno delle scuole.
Non per caso, infatti, allo scopo di incrementare le attività relative all’accessibilità, l’Ufficio scolastico della Lombardia ha istituito un bando di concorso sui “Siti scolastici di Qualità”, che ha l’obiettivo di “promuovere nelle scuole lombarde la dovuta attenzione e sensibilità nella redazione di siti accessibili e fruibili da tutti i cittadini senza discriminazioni e coerenti con gli obiettivi di un sito scolastico di qualità”.

Conclusa questa apparente digressione, che va in realtà letta come auspicio a che sulle questioni relative alle TIC a scuola si imbocchi finalmente e globalmente una strada diversa, rispettosa dei diritti di tutti, anche di coloro che da anni si dedicano in modo entusiastico alla costruzione di nuove dimensioni del profilo professionale docente, torniamo al merito del progetto. “Porte aperte sul web” ha dato inizio infatti ad una nuova pista di lavoro, interessante non solo sul versante dei contenuti, ma anche della metodologia, basata sulla volontà di cooperare e sul riconoscimento reciproco delle competenze di coloro che hanno costituito la comunità e di altri soggetti interessati alle problematiche della comunicazione via Internet: la realizzazione collettiva e paritaria di un "Manuale aperto per la qualità dei siti scolastici", attività per cui “docenti, studiosi e appassionati del web sono invitati a intervenire con i propri contributi, messi a disposizione nell’ottica collaborativa propria di strumenti come il wiki wiki web.

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