Web 2.0 e poi…

home page blog Web 2.0 and something elseSto cominciando forse a capire qualcosa del web 2.0? Mah, non so.

Quello che mi sembra è che mettere in rete, diffondere, distribuire è il modo migliore per generare qualche circolo virtuoso. Stanco ormai delle vecchie impostazioni da vecchia scuola (e vecchia università, chissa?) dove il sapere era tutto custodito in aree inaccessibili (vecchie verifiche chiuse a chiave; fascicoli di ricerca inutili se non per inserire contributi obsoleti in qualche immancabile corso a pagamento), guardo incuriosito ad alcune magie del web collaborativo.

Tra queste, mi colpisce in particolare il numero crescente di docenti che mettono a disposizione i loro lavori. E’ sorprendente la qualità del materiale, è sorprendente la quantità di utilizzo, è sorprendente l’energia che ti contagia nel leggere questi prodotti aperti.

E’ così che un giorno ricevo un contatto da Annarita Ruberto, docente di Matematica e Scienze in una scuola media e collaboratrice della rivista Scuola e Didattica.
Lei mi chiede un semplice scambio di link. Incuriosito, giro tra i suoi siti e capisco un po’ di più di nuove tecnologie a scuola.  Grazie, Annarita, per la qualità, la ricchezza dei contenuti, la versatilità e, soprattutto, per il tuo bel modo di condividere e mettere a disposizione – in pieno spirito web 2.0 – risorse, consigli, dubbi ed esperienze.

Siti curati da Annarita

Una segnalazione

L’articolo "Il Web 2.0 va a scuola", in cui è scaricabile un articolo di Annarita pubblicato della rivista Scuola e Didattica (editrice La Scuola).
 

Vite da prof

Sono tante le vite da prof nel web.
– Non hai messo il puntino – puntualizza subito la prof Bilancia.
– È l’evoluzione della lingua – rispondo – Ti chiamano mai “professoressa”? Sempre e soltanto “prof”. Ormai non è più un’abbreviazione. È un vero sostantivo.
Dunque, ricominciamo. Nel web sono tante le vite da prof.
È, forse, perché, dote sempre meno comune, i prof sanno scrivere?
No, è, piuttosto, perché chi sceglie di insegnare ha l’istinto del comunicatore e la voglia di condividere inquietudini, interrogativi e ricerca.

Alcune di queste son vite di successo, come la profe (ma il successo un po’ si paga), altre celate come un fiore raro, ma ugualmente preziose.

Come mai ne parlo qui? Sono accessibili i blog e i siti dei prof? Di solito non lo sono: si tratta quasi sempre di spazi gratuiti senza la possibilità di modificare il codice. Ma il germe c’è: la voglia di comunicare con tutti e di condividere risorse, esperienze, bisogni, problemi; la voglia di fare cultura dal basso, come Socrate, nelle nuove vie e nuove piazze elettroniche del nostro millennio.

E allora, perché non parlarne? Servirà a capire che, prima degli strumenti, per quanto evoluti, a far cultura sono le persone.

A presto.