Terzo summit italiano di Architettura dell'informazione

Perchè

"Scienze dell’informazione, teorie della classificazione, logica, biblioteconomia, user experience, web design, psicologia ed ergonomia, industrial design: questi sono gli ingredienti dell’Architettura dell’informazione (Information Architecture o IA) il cui scopo è la progettazione e la realizzazione di ambienti informativi condivisi come possono esserlo le pagine di un sito Web.
Il contributo dell’IA sta diventando essenziale e strategico dovunque la complessità, il carico informativo e la non familiarità sono un ostacolo, a volte gravoso, per l’utente. Un sistema di prenotazione via cellulare, i display di una sala di attesa, la segnaletica di un ambiente di transito, la ricerca di libri in una biblioteca, il reperimento di informazioni o prodotti in un negozio: in ognuno di questi sistemi l’Architettura dell’Informazione gioca un ruolo essenziale.
Il Summit Italiano di Architettura dell’Informazione è ed intende restare un evento ad ingresso libero, per favorire la crescita di una comunità italiana di pratica, di critica e di studio dell’Architettura dell’Informazione legata a quanto avviene in Europa e nel mondo e sostenere l’interazione tra università, aziende e professionisti."  (dalla presentazione dell’evento)

stralcio home page sito IC RodariAnche perchè, oltre alla qualità dell’evento organizzato da Dario Betti, Alberto Mucignat, Emanuele Quintarelli, Andrea Resmini e Luca Rosati, ci sarà uno spazio riservato alla scuola.

Renata Duringhello (Istituto Comprensivo "G. Rodari" di Santa Giustina, Belluno), infatti, è stata invitata a tenere la relazione Architettura dell’informazione per imparare a pensare: un’esperienza di tagging collaborativo nella scuola primaria.
E’ uno straordinario e meritato riconoscimento alla qualità di lavoro di Renata a cui vanno i nostri complimenti e il nostro affettuoso "in bocca al lupo"!
E quando torni … raccontaci tutto!

Web 2.0 e poi…

home page blog Web 2.0 and something elseSto cominciando forse a capire qualcosa del web 2.0? Mah, non so.

Quello che mi sembra è che mettere in rete, diffondere, distribuire è il modo migliore per generare qualche circolo virtuoso. Stanco ormai delle vecchie impostazioni da vecchia scuola (e vecchia università, chissa?) dove il sapere era tutto custodito in aree inaccessibili (vecchie verifiche chiuse a chiave; fascicoli di ricerca inutili se non per inserire contributi obsoleti in qualche immancabile corso a pagamento), guardo incuriosito ad alcune magie del web collaborativo.

Tra queste, mi colpisce in particolare il numero crescente di docenti che mettono a disposizione i loro lavori. E’ sorprendente la qualità del materiale, è sorprendente la quantità di utilizzo, è sorprendente l’energia che ti contagia nel leggere questi prodotti aperti.

E’ così che un giorno ricevo un contatto da Annarita Ruberto, docente di Matematica e Scienze in una scuola media e collaboratrice della rivista Scuola e Didattica.
Lei mi chiede un semplice scambio di link. Incuriosito, giro tra i suoi siti e capisco un po’ di più di nuove tecnologie a scuola.  Grazie, Annarita, per la qualità, la ricchezza dei contenuti, la versatilità e, soprattutto, per il tuo bel modo di condividere e mettere a disposizione – in pieno spirito web 2.0 – risorse, consigli, dubbi ed esperienze.

Siti curati da Annarita

Una segnalazione

L’articolo "Il Web 2.0 va a scuola", in cui è scaricabile un articolo di Annarita pubblicato della rivista Scuola e Didattica (editrice La Scuola).